E ORA SHOPPING!

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Quando vai a fare la spesa in Bangladesh, l’opzione piu’ sicura resta il supermercato.
Che consiste in un antro di quattro metri quadrati, sopra i cui scaffali sovraffollati si combatte un’efferata lotta per la sopravvivenza quotidiana fra alimenti-mummia prodotti all’epoca delle Guerre Puniche ma misteriosamente dotati di una data di scadenza dal 2035 in poi. Mettere la lista degli ingredienti sulle confezioni non è ancora una consuetudine diffusa, ma quelle poche volte che c’è, è rivelatrice. Per esempio: pare che non esistano le marmellate, ma si trovano ottime gelatine fatte con il 2% di frutta. Ci sono delle bibite gassate con certi coloranti che per molto meno Colin Powell andò all’ONU a spiegare che Saddam aveva armi di distruzione di massa.
“Bio” is overrated.
Pazientemente procedo ai miei lavori di scavo fra le lattine di pollo spalmabile dal colorito arancio e quelle di concentrato di passato di salsa di rimasugli di ricordi di pomodoro, allungo la mano oltre le scatole di biscotti polverizzati e i succhi all’aroma di un frutto dalla polpa celeste che cresce direttamente nel tetrapak… e trovo gli Special K! Gli Special K! Sono felice! Sipario, la mia vita è realizzata!
Saltando di gioia, con quattro scatole di Special K sotto braccio, mi dirigo verso l’impiegato del supermercato che svolge le funzioni del carrello, ovvero si occupa della mia spesa mano a mano che accumulo roba (un bel sistema per dare una botta alla disoccupazione). Il sistema però sembra imperfetto, perché il tizio afferra le scatole dalle mie braccia e prontamente le posa per terra, in piena corsia.
La mia spesa giace sconfitta.
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Tristemente mi chiedo quanti piedi abbiano calpestato il pavimento sopra cui sta in questo momento la confezione del latte che domattina starà sulla mia tavola. Pensiamo ad altro. Chi ha vinto Sanremo nell’89? Che quiz dirigeva Corrado Tedeschi? In che anno all’Inter arrivarono Dennis Bergkamp e Wim Jonk?
Il mio sguardo commette l’errore di rimanere basso e intercetta le uova.
Per terra anche loro, vicino a una macchia marrone-grigiastro indecifrabile ma sicuramente secca. Almeno credo.
Sangue raggrumato forse?
La prossima volta che mi faccio la frittata sarà anche la prima in cui lavo le uova con il detersivo prima di romperle.
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Alla fine gli alimenti che hanno più senso li trovo vicino alle casse: un GASTRO-FIT Special Formula per nutrirsi in caso di diarrea (prendo nota) e un REVIT-R per una dieta equilibrata, alimento sostitutivo dei pasti.
Se solo non contiene amianto, non mangerò altro fino al ritorno.
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Just in case…
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Ecco, rimpiazza che è meglio…
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