IL GRANDE DILEMMA

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Non ne potevamo più. Ammettetelo anche voi, avanti. Quanti anni sono che passate le notti in bianco a chiedervi: meglio il suono analogico o quello digitale?

Quante volte avete esitato, di fronte a uno scaffale in un negozio di dischi, pensando: “Forse sarebbe meglio prenderlo in vinile”?

Tante anche voi, eh?

Ebbene, io ho deciso, cari amici, di offrirmi volontariamente come cavia umana per un esperimento unico e definitivo che ci dia la risposta al Dilemma e il sollievo da un fardello che francamente non se ne può più.

L’esperimento, arditissimo, è questo: ho deciso di ascoltare uno stesso disco in cd e in vinile, nelle stesse condizioni, allo stesso momento. Per capire. Per sapere. Per trovare il benedetto sollievo.

Ho scelto il disco con cura. Non tutti si prestano all’esperimento, infatti. Bisogna che ci sia il giusto equilibro fra toni alti, medi e bassi, che la qualità della masterizzazione sia alta, che l’effetto stereo sia ben sfruttato per articolare meglio…

… insomma ho scelto The Magical Mystery Tour dei Beatles, per tutte le ragioni di cui sopra ma anche e soprattutto perché in questo periodo mi sto riascoltando i Beatles in ordine cronologico ed ero arrivato a quello. Avrei potuto saltare ad Abbey Road o riprendere Revolver, ma il bambino autistico che è in me avrebbe cominciato a schiumare dalla bocca.

Mi sono seduto su una sedia, anziché in poltrona, memore del detto celebre di Ribo, di quando eravamo in quarta liceo: la musica va ascoltata un po’ scomodi, su una sedia dura, perché in poltrona ci si rilassa troppo e si perde la concentrazione.

Mi sono piazzato in modo da essere equidistante dalle casse, alla giusta angolazione.

Ho “messo su” il vinile e il cd, ho preso il telecomando dello stereo e ho fatto partire entrambi. Sono andato a sedermi (senza una ragione particolare, ci sono andato di corsa).

Ho iniziato con il cd.

Mmmhh… ok, ok. Bene.

Sono passato al vinile, con un semplice clic del telecomando. Mi sono ritrovato quasi nello stesso identico punto della canzone.

Mmmhh… ok, ok.  Certo. Chiaro.

Ma torniamo al cd ancora un momento. Clic.

Mmmhh… ecco, ecco, infatti. Pensavo. Aspetta però, riproviamo il vinile… clic.

Uhm… ah, beh… perché… aspetta un att… clic.

Eh… beh, prima mi era sembrato più… clic.

Un attimo… ancora… clic.

Clic.

Clic.

Clic.

Clic.

Clic.

Clic.

Clic.

AAAAHHHHHHHH!

Un’ora dopo, a forza di clic, sono suonato come Rocky Balboa all’ultimo round. Le mie orecchie sono diventate un’unica, putrida cotoletta a causa dello sforzo. Non sto capendo più niente.

Ho deciso: se faccio così fatica a separare i due suoni, è perché in fondo non c’è nulla da separare. Signori, il dibattito è una truffa! Non tormentiamoci più: analogico o digitale, questo o quello per me pari sono!

Entra la Babsie. Mi viene un’idea balzana: e se sottoponessi anche lei all’esperimento, tanto per avere una conferma?

No, ma la Babsie… con tutto, voglio dire… non è che stia attenta a queste cose… forse dovrei farlo con un paio di orecchie più allenate…

Vabbè proviamo.

“Babsie, ascolta bene: dimmi che differenza senti fra questi due tipi di suono… non ti dico qual è la diversa fonte… dimmi solo cosa senti.”

Le faccio ascoltare dieci secondi di cd, poi dieci secondi di vinile. Entrambi stanno girando nello stereo, quindi non può sapere qual è l’uno e qual è l’altro.

“Allora?”, faccio, pronto alla conferma della mia teoria che non si coglie vera differenza.

“Ma è ovvio, lampante”, fa la Babsie. “Il primo suono è molto più definito, gli strumenti si distinguono molto chiaramente, ma è come… più freddo. Il secondo è più caldo, più armonioso, c’è più fusione fra gli strumenti, anche se perde qualcosa in nitidezza. Posso andare a stendere i panni ora?”

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Una risposta a IL GRANDE DILEMMA

  1. Ilaria Serina ha detto:

    Fantastica la concretezza di Babsie che comprende ed apprezza le sfumature tecnico/artistiche andando dritta al sodo, come fa sempre nelle questioni importanti!!… Ma devo ammettere amico mio che, immaginarti alle prese con il tuo esperimento, concentrato su di una sedia scomoda il giusto, mentre le tue orecchie friggevano e il pollice lentamente s’intorpidiva a suo di clic, mi ha divertita non poco!!! Non mi fraintendere, comprendo perfettamente la natura ed importanza del dilemma e non ti derido affatto per questo ( non potrei mai!!… Né per questo né per altro! ). Pur non seguendo ed amando la musica come fai tu ( da te ho tutto da imparare in tal senso, ma questo già lo sai!! ), immagino si possa un po’ paragonare a quello che noi cinefili dibattiamo a proposito dell’utilizzo della pellicola rispetto al digitale: argomento ancora vivissimo come dimostra Tarantino o le premiazioni all’ultimo Festival di Venezia nella sezione Orizzonti. Quindi mi verrebbe da dire che l’incisivo commento di Babsie – da te qui riportato -coglie perfettamente nel segno! Conoscendomi e sapendo quanto poco io sia predisposta nei confronti delle nuove tecnologie, immagino già saprai da quale parte io propenda.

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