I LOVE YOU LEO, BUT…

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OK, visto che me lo chiedete tutti, vi dirò cosa penso di The Revenant. Basta che la smettiate di tormentarmi.

Premetto che io ho un debole per Leo. Indipendentemente dalla sua recitazione, dalla regia, dal valore del film, Di Caprio ha una di quelle facce che non mi stancano mai. Non mi annoia, anche quando il film è noioso. Come Joe Pesci, come John Travolta.

Premetto anche che adoro Alejandro Iñárritu. Per me è un regista geniale. Vidi Amores Perros quando ancora vivevo in Messico, chissà se questo ha contribuito all’impressione che mi fece; fatto sta che rimasi folgorato (a proposito, conoscete un’espressione più banale e trita di “restare folgorato”? Eppure la uso. Pigro che non sono altro). Amores Perros è tutt’ora uno dei miei cinque-sei film preferiti. Comprai anche la colonna sonora. E anche i film che seguirono non erano male.

Quindi, veniamo a The Revenant.

Vi dico subito cosa mi sembra bellissimo: la fotografia, le atmosfere, le inquadrature. Bene.

E ora vi dico anche subito cosa non me lo ha fatto piacere più di tanto: la narrativa mi è sembrata debole. Molto debole. Insomma praticamente manca del tutto la storia.

Il problema non è tanto che si capisce fin da subito come va a finire: questo è vero della maggior parte dei film hollywoodiani, e spesso non impedisce che siano capolavori. Il problema è che, poiché sappiamo fin da subito come andrà a finire, ci vorrebbe qualche sviluppo per tenerci un po’ in sospeso.

Invece, dopo l’incidente principale, per due ore assistiamo a Di Caprio che scivola su una buccia di banana, Di Caprio che sbatte la tempia contro uno spigolo, Di Caprio che si brucia la lingua con la zuppa bollente, Di Caprio che tira un calcio al comodino con il mignolo del piede scalzo, Di Caprio che compra il biglietto vincente della lotteria ma gli cade nel cesso. Insomma Di Caprio che sopravvive (prevedibilmente) a tutte le sfighe di questo mondo.

Ma poiché sappiamo benissimo che sopravviverà, non c’è tensione in queste sfighe. Ci vorrebbe qualcosa di diverso – qualcosa che non faccia parte di questo copione ripetitivo. Ma niente, non arriva.

E quindi alla fine il film è un po’ pesante da seguire.

Ecco, tutto qui.

Anzi un’altra cosa.

Sono contento che Di Caprio abbia vinto un Oscar, ma lo prendo come Oscar alla carriera; perché Di Caprio ha recitato meglio di così in diversi altri film. Chissà, magari quegli anni c’erano dei concorrenti ancora più bravi, ma è un peccato che Di Caprio abbia preso il premio per questa interpretazione a base di urla disumane, scarnificazioni e facce stravolte, e non per il sorriso semplice e ineguagliabile di Gatsby per esempio.

La mia amica Ila, che la sa molto ma molto più lunga di me, dice che l’Academy (quelli che danno gli Oscar) ha un debole per le “trasformazioni”: e non c’è dubbio che con la barbona da uomo delle caverne, la bava alla bocca, la pelle d’orso addosso e le cicatrici di Frankenstein, Di Caprio si sia trasformato assai.

Ma io, che non capisco niente di cinema, personalmente trovo meno interessante una recitazione piena di trucco e di trasformazioni piuttosto che nella “normalità”del proprio corpo. Come prova d’interprete, alla lotta di un esploratore con gli orsi preferisco (per esempio) la difficoltà quotidiana di una madre di parlare con un figlio. O il timore di una persona di mezza età di non essere abbastanza brillante per gli altri.

Ma questi sono gusti miei. Comunque ben per Leo.

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2 risposte a I LOVE YOU LEO, BUT…

  1. Strega gatti ha detto:

    Sono d’accordo con te Leonardo per me lo meritava anche e sopratutto in The Wolf of Wall street dove è stato veramente un grande. … Ma anche in altri tantissimi film…
    Certo non posso dire niente sull’ultimo film perchè non l’ho visto… ma lui se lo meritava.

  2. Ilaria Serina ha detto:

    Concordo anch’io e sottoscrivo!!… E mi fa molto piacere che qui tu abbia ricordato e citato il suo sorriso ne “Il Grande Gatsby”, ruolo e film per cui avevo mille dubbi e timori che poi son stati spazzati via in un attimo perché, entrambi, hanno innegabilmente saputo cogliere e restituire con pienezza e dovizia di particolari tutta l’atmosfera di quel magnifico capolavoro che è il romanzo! Io non ho la stessa passione che hai tu per Leo ( o che ha anche Elisa, oltre il football!! ), ma ne riconosco l’indubbia grandezza come interprete!! Io quest’anno avrei preferito Michael Fassbender per “Steve Jobs” ( FENOMENALE!! ), ma prederò l’Oscar a Di Caprio con lo stesso tuo spirito, perché comunque ha dimostrato ampiamente di meritarselo, non una, ma praticamente in ogni suo film essendo quel mostro di bravura qual è; di saper far scelte coerenti, coraggiose e fuori dal coro e poi perché, altrimenti, diciamocelo, i tormentoni dei fan che hanno incalzato la sua nomination sino alla cerimonia, avrebbero intasato il web senza lasciarci più respiro alcuno!!! A conti fatti è andata bene così, anche se lui non ha proprio più nulla di dimostrare a nessuno. Come scrivono alcuni: è l’ultimo vero divo ed io concordo in pieno anche su questo.

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