NON SPARATE SU SALVINI*

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 10-06-2014 Roma Puntata di Porta a Porta con Matteo Salvini, Maurizio Lupi, Debora Serracchiani e Giovanni Toti Nella foto Matteo Salvini Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 10-06-2014 Roma (Italy) Porta a Porta with Matteo Salvini, Maurizio Lupi, Debora Serracchiani e Giovanni Toti In the photo Matteo Salvini

* nel caso dei lettori italiani del blog: “non sparate” inteso metaforicamente; nel caso dei lettori africani: anche letteralmente.

Ho sentito tanti di voi prendere in giro Matteo Salvini della Lega perché vuole incontrare i ministri nigeriani per risolvere la questione dei migranti. Fate male! Diamo invece onore al merito! Salvini, infatti, nell’affrontare il discorso degli sbarchi dei migranti, si propone (magari inconsapevolmente, d’accordo) di risolvere i tre principali problemi che affliggono l’umanità nel XXI Secolo: la povertà, la guerra e le epidemie.

Quanto sarebbe bello porre fine alla fame nel mondo? L’impresa non è facile, si sa: gli africani sono più di un miliardo; non tutti poveri, ma insomma, più della metà lo sono sicuramente. Architettare il boom economico di un continente intero, portando centinaia di milioni di persone dalla fame abietta alla prosperità, non sarà facile. Ma chi volete che lo faccia, Tsipras, Draghi e la Merkel? Non sono neanche capaci di gestire l’economia di un continente che è già benestante! Figuriamoci l’Africa. Tanto vale che nell’impresa si cimenti Salvini: un volto fresco, nuovo, pieno di energia. Ce ne vorrà tanta.

E la guerra? L’Africa è sventrata da conflitti di cui nei giornali e telegiornali non si parla neanche: quanti di voi sanno della guerra civile nella Repubblica Democratica del Congo, un paese che da solo è grande come mezza Europa? Questi ultimi mesi, poi, vedono un intensificarsi dei movimenti: dopo l’adesione dei nigeriani di Boko Haram a ISIS (lo Stato Islamico che tremare il mondo fa), si è appena costituita ufficialmente AQAO, Al Qaeda nell’Africa Occidentale, che si somma così alla già esistente AQMI, Al Qaeda nel Maghreb Islamico. Per non parlare degli scontri fra separatisti ribelli nel nord del Mali e forze governative, delle roccaforti ISIS in Libia, della carneficina fra Cristiani e Musulmani nella Repubblica Centrafricana (cercala su Wikipedia, Salvini: è uno Stato), delle Shabaab somale che debordano in Kenya… un bel groviglio che nessuna coalizione internazionale, nessuna missione dei caschi blu dell’ONU, nessun servizio segreto americano o francese è finora riuscito a sbrogliare. Cosa abbiamo da perderci, se ci prova Salvini? Vai Matteo, sei tutti noi!

Per non parlare della piaga delle epidemie, della mancanza di accesso ai servizi sanitari di base da parte di chissà quanti milioni di persone nel continente, della caterva di esseri umani uccisi dalla malaria (una cosa che si previene con zanzariera e un po’ di Off Né Unti Né Punti, e che si cura con delle pastiglie), dalla tubercolosi, dal colera e da tante altre malattie che da noi sono sconfitte o domate da decenni. Lo sappiamo bene noi Dottorini Senza Confini: l’anno prossimo fanno quarantacinque anni che ce ne occupiamo, riuscendo solo a rispondere a situazioni di emergenza, a portare miglioramenti temporanei, o limitati, senza però arrivare a far partire una rivoluzione del sistema sanitario di questi paesi, senza determinare una trasformazione strutturale e duratura. Salvini, se trovi il bandolo della matassa, facci sapere!

Un solo avvertimento: lo dico per aiutarti, Matteo. Lo so che tu pensi di sbarcare nella Terra dei Bingo Bongo, atterrando col jet privato nel villaggio in mezzo alla brussa e declamando: “Sono Salvini della Lega, voglio vedere il Presidente, ho solo mezz’ora di tempo che poi devo tornare a Pontida alla Sagra del Borlotto… understand? The Party of the Bean! Veloci, quick!”

Ma anche se i paesi in cui andrai sono nella merda più nera, i ministri che vuoi vedere appartengono a quell’uno per mille di ricchissimi abituati diversamente; altro che pensioni d’oro dei nostri senatori: i politici africani interpretano la funzione pubblica soprattutto come diritto a intestarsi qualche miniera di diamanti, costituirsi un esercito personale e aprire un conto in svizzera. Sono abituati, mentre i loro popoli crepano letteralmente di fame, a ricevere il primo ministro cinese ordinando un quintale di caviale Beluga. Siccome poi noi occidentali siamo delle gran merde leccaculo, pur di continuare a ottenere una concessione petrolifera in Libia o in Algeria, o di strappare una concessione mineraria in Congo o in Angola, per anni li abbiamo invitati, con tutti gli onori dovuti a un Nelson Mandela, a tenere discorsi nei nostri Parlamenti, nelle nostre università, nelle nostre aule più prestigiose, facendo finta che non trafficassero in armi, che non speculassero su vite umane, che non trasferissero nei conti svizzeri personali il budget della sanità dei loro rispettivi paesi. Insomma ti consiglio, Matteo, di prendere appuntamento col dovuto anticipo, di mettere il vestito buono e di tirare fuori tutto il genio di cui hai dato prova su Facebook, anche se non ancora in politica.

Tuo,

Francesco

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