IL GRANDE FRATELLO

20150611_000235Uno dei lati interessanti dell’abitudine parigina del non usare tende, tapparelle o persiane, è che si vive tutti molto più a contatto gli uni degli altri. L’idea che la mia vita domestica sia in qualche modo un fatto “privato” non passa neanche per la testa dei parigini. Nudi (e ne ho visti diversi, con tutti i dettagli anatomici) o vestiti, pronti per uscire a cena o sgarruffati al mattino presto, con una coppa di champagne in mano o uscendo dal gabinetto grattandosi i genitali, siamo sempre insieme: la nostra quotidianità e quella dei vicini (soprattutto i dirimpettai) contribuiscono a creare un’unica grande rappresentazione della Vita.

Recentemente, voglio dire negli ultimi mesi, a me e la Babs è capitato di fare un po’ più attenzione a quel che succede esattamente di fronte: quinto piano del lato opposto della strada.

Forse perché abbiamo cominciato a cenare a casa un po’ più presto, forse perché c’è più movimento. Fatto sta che abbiamo notato come ogni tre o quattro giorni, lo scenario cambia completamente. Una sera abbiamo notato un gruppo di brillanti professionisti di mezza età (almeno ne avevano l’aspetto) cenare dandosi arie mondane e sofisticate.

Un’altra sera abbiamo visto una famigliola servire un pasto frugale che i due pargoli hanno prontamente spappolato contro il muro.

Un’altra volta, tre amiche sganasciarsi liberamente, fra racconti di ex e di nuove conquiste.

Non ci capivamo più niente. Ma che famiglia vive al quinto piano del palazzo di fronte? Quanti sono? Perché ogni volta si presentano persone nuove?

Stavamo uscendo pazzi. Finché, dopo settimane di osservazione (perdonateci, i nostri riflessi sono lenti) abbiamo entrambi, nello stesso istante, avuto un’istantanea folgorazione: Air BnB! Ma certo! Il miracoloso sito che ti fa trovare il loft dell’East Village di Manhattan a dieci euro al giorno, mignotta compresa! La villa a Bali al prezzo di un euro e due leccalecca alla settimana! La reggia di Versailles a equo canone!

Il misterioso appartamento di fronte deve essere affittato attraverso Air BnB. Ma la cosa va verificata. Non possiamo accontentarci di una semplice deduzione. Ecco perché ci è venuta l’idea brillante di fare contatto con i dirimpettai. Idea rivoluzionaria, perché anche se ne conosciamo praticamente anche il tasso di defecazione quotidiana, il fatto di rivolgere loro un messaggio fa un po’ paura.

Ma va fatto. Non possiamo restare con il dubbio che forse non sia Air BnB, ma una bizzarra famiglia composta da seicento venti membri in continua rotazione, senza alcuna somiglianza.

Ho quindi proposto alla Babsie, una sera, di scrivere a caratteri maiuscoli su un grosso foglio di carta bianca, il seguente messaggio, da appiccicare contro il vetro della nostra finestra, perché i dirimpettai di turno lo leggano;

“CHI SIETE?”

A me sembra perfetto: chiaro, conciso. Ma la Babsie mi ha fatto notare che potrebbe essere preso male. Potrebbe sembrare troppo brusco e un tantino invasivo della privacy dei vicini. Ho quindi accettato di introdurre la conversazione con un cartello preliminare, onde suonare più affabile:

“SIAMO SOLO CURIOSI!”

E poi: “CHI SIETE?”

Ma anche in questo caso, la Babsie mi ha fatto notare che prendere contatto dicendo “Siamo solo curiosi” potrebbe sembrare comunque vagamente morboso, al limite l’opera di qualcuno con un lieve disturbo mentale. Ho quindi proposto una terza soluzione, stavolta veramente inappuntabile; primo cartello:

“NON TEMETE, NON SIAMO PAZZI”

Secondo cartello:

“SIAMO SOLO CURIOSI”

Terzo cartello:

“CHI SIETE?”

E poi vedere se rispondono qualcosa tipo:

“SIAMO TURISTI, CLIENTI DI AIR BNB”

oppure:

“SIAMO UNA FAMIGLIA MOLTO NUMEROSA”

Insomma, qualcosa per svelare l’enigma, senza destare sospetti.

Stasera però c’è un tizio da solo. Non posso prendere contatto. Ho già scritto tutti i cartelli al plurale, mi toccherebbe riscriverli da capo.

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