DECADENTE

coca ng

Comincio a preoccuparmi per Sushi. Non avendo ancora aperto il nostro piccolo centro traumatologico, è vero, non abbiamo molto lavoro per un chirurgo – a parte affettare bene ma molto bene il pane e le verdure. Quindi Sushi mi si sta abbacchiando un pochino; perché è vero che nessuno spera che succedano cose brutte, ma insomma un chirurgo deve operare. Così, per distrarlo, l’abbiamo spedito qualche giorno in capitale, ad Abuja, per una formazione sul famoso piano “mass casualty” (ricordate?). Speravo che Sushi mi tornasse bello tonico e concentrato sulle priorità medico-operative, e invece una delle prime domande che mi fa, tornando, è: “Qui si beve alcol nel weekend?”

Sushi, non ti posso immaginare a operare con le mani tremebonde per colpa del gin. Questo fatto poi che precisi “nel weekend” non mi rassicura per niente; lungi dal farmi pensare a una saggia pratica dell’auto-limitazione, mi fa piuttosto venire alla mente un alcolizzato con la bava alla bocca che si sforza di trattenersi fino al weekend, quando può finalmente sfasciarsi. E mentre osservo Sushi con indifferenza, cercando in realtà di scorgere in lui i segnali dell’alcolismo e dell’abbrutimento, lui incrocia il mio sguardo e mi fa: “Speriamo che arrivino ragazze giovani e belle nel team, eh!”.

Minchia, Sushi. Mi stai veramente preoccupando ora. Mi farò togliere l’appendice, se proprio devo; puoi levarmi anche le tonsille. Cos’altro ho di non indispensabile? Forse un pezzo di milza. Ma non ti dare alla decadenza debosciata così in fretta. Dobbiamo fare qualcosa per Sushi.

Altra conversazione, altra situazione. Andiamo per strada belli tranquilli, quando a un certo punto una Kawasaki 1200 cc parte impennando in una stradina residenziale e arriva ai 70 km/h in prima marcia: quando il motore entra in coppia, è come se un Concorde sfondasse il muro del suono.

Ma come! E il divieto di motociclette in città? E la storia della sicurezza? Ricordate? Mi avevano spiegato che le moto sono vietate in città nigeriane come Port Harcourt, Abuja e Lagos per limitare gli incidenti, che erano diventati a un certo punto troppo frequenti; chiedo lumi al mio autista.

“Non c’è problema, mi dice; quella moto può circolare, è una power bike“. Le moto corsaiole, quelle in cui si viaggia a trecento all’ora tutti ingobbiti, sono ok, perché non sono adatte a trasportare passeggeri; a essere vietate sono le moto da strada, quelle con la sella più lunga, comoda, adatta a portate gente… queste sono pericolose perché vengono usate come moto-taxi, oppure per portarci sopra intere famiglie, con tanto di bambini tenuti in braccio alla meno peggio… ma le moto da corsa sono okay”.

Ah, ho capito, è tutto chiaro! LE MOTO DA CORSA SONO AUTORIZZATE PERCHE’ ANDANDO COME PROIETTILI A 300 KM/H NON POSSONO RAPPRESENTARE UN PERICOLO PER LA SICUREZZA, OVVIO!

Cosa potrebbe mai andare storto in questo piano?

A proposito; adesivo visto sul paraurti di un  autobus: “Sono immerso nel sangue di Cristo”. Devozione, preparazione al peggio o semplice gusto del fetish?

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