MANNA FUMANTE

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Metti una sera a Sidemen, Bali, a cena da un maschio alfa e dal suo vecchio e saggio padre. Metti che a un certo punto venga fuori il discorso del caffè luwak. Cosa diavolo è il caffè luwak?, direte. Ecco, proprio lì volevo arrivare! Allora, da dove cominciare? Da questo piccolo mammifero: una specie di donnola, di procioncino, di amico di Candy Candy che gli indonesiani chiamano familiarmente luwak. Questo piccolo luwak è ghiotto di bacche di caffè, ma non i chicchi tostati della Illy, no: gli piacciono le bacche di caffè allo stato naturale – quelle che stanno sulla pianta. Pensavate che il caffè crescesse direttamente in polvere sugli scaffali dei supermercati? Invece comincia con delle bacche tondeggianti, con una scorza che all’inizio è verde e poi maturando diventa rossa. Ecco, siccome è un bongustaio, il luwak seleziona solo quelle più mature, belle rosse. Le mangia a quattro palmenti, le digerisce… e… com’è naturale, alla fine, le espelle. Ecco, ora vorrei dirlo con meno parole possibile, ma… insomma, quando le espelle… cioè quando guardi nelle sue feci… non che uno debba andare in giro a osservare le feci… ma se lo facesse… voglio dire… insomma espelle i grani di caffè tutti interi; quei chicchi che stavano all’interno delle bacche di caffè… quei chicchi di caffè si trovano tutti interi nelle feci. La buccia nel frattempo è scomparsa, vittima del processo digestivo. Ma prima di essere espulsi, questi chicchi di caffè, nello stomaco del luwak, hanno subito un processo di fermentazione speciale, naturale e completamente bio. E una volta raccolti, puliti, tostati e macinati, questi chicci producono un caffè dall’aroma al tempo stesso intenso e più delicato di un caffè “normale”. In breve il caffè luwak è più buono perché è stato cagato.

Essendo stato cagato, il caffè luwak costa una fortuna: logico, no? Se non vi sembra logico, sappiate che è perché ci vuole molta manodopera per raccogliere le bacche cagate, pulirle eccetera. Per questo, andando in giro, non lo si trova molto facilmente; va cercato, meritato. Bere il caffè luwak è una delle esperienze più classiche che si possano fare a Bali. E secondo voi potevamo rinunciarvi? Quindi fanno un po’ di giorni che teniamo gli occhi aperti, nei nostri giri in motorino, ma non abbiamo trovato nessun baracchino o bar o ristorante che faccia il caffè luwak.

E ora torniamo a noi : a cena dal vecchio saggio e dal maschio alfa. Parlando di cibo indonesiano, viene fuori il discorso del caffè luwak. Io e la Babs esprimiamo tutto il nostro desiderio di imbatterci in questa manna fumante. « Ma noi ce l’abbiamo ! », dice il maschio alfa. « Lo volete provare ? Domattina ve lo serviamo con la colazione! incluso nel prezzo, naturalmente: è un piacere per noi ». Che dire ? troppo gentili.

E così la mattina dopo, seduti sotto il nostro portico, vedendo arrivare il vecchio saggio col vassoio abbiamo un sussulto di gioia : stiamo per bere il caffè cagato !

DSC_0478Ma una volta di fronte alla nostra colazione, la delusione è cocente : a fianco delle nostre tazze vuote, e di un thermos con acqua bollente, ci sono due bustine di caffè solubile con scritto « Luwak ».

« Hai capito ? Per Luwak, intendeva la marca… cioè hanno fatto una marca che si chiama Luwak, e lui ci ha servito questa… caffè istantaneo ». A leggere meglio, mi accorgo anche che il caffè è perfino già mischiato con latte in polvere.

« Forse è un caffè solubile fatto col vero caffè luwak cagato ».

« Ma è come usare il manzo di kobe per fare i wurstel ! Ma no, questo non c’entra niente… »

Delusi, beviamo il nostro caffè solubile mischiato con latte e scopriamo che è anche già iperzuccherato.

Ma guai ad arrendersi. Bisogna insistere, e il destino ci arriderà. Infatti il pomeriggio stesso, girellando in scooter, notiamo l’insegna di una specie di fattoria/agriturismo, con tanto di colture biologiche e… caffè luwak originale ! Sgommiamo subito lungo il viottolo di ghiaia che lascia la strada principale e poche centinaia di metri dopo arriviamo a questo fantomatico agriturismo.

« Buongiorno ! », dice un ragazzo che ci accoglie sorridendo, « questa è la nostra fattoria, dove da generazioni realizziamo colture biologiche ! prego, venite, vi faccio dare un’occhiata al nostro giardino botanico, dove c’è un esemplare di ogni pianta che cresce nell’isola… vedete, questo è il tamarindo… »

Ma il tamarindo non ci interessa. Inutile perdere tempo. Veniamo al dunque.

« Ce l’avete il caffè cag… ehm, luwak ? », chiedo tagliando corto.

« Certo »

« Quello vero ? non la marca ? »

« Sì, sì, quello vero ; guardate », fa, e ci mostra quello che sembra essere, ehm, praticamente, un piccolo stronzo.

« Ma… »

« Guardate meglio ».

E in effetti, avvicinandosi, riusciamo a intravedere, incrostati nel… insomma, nell’oggetto che per fortuna è secchissimo, dei chicchi di caffè interi, non tostati (per fortuna che a Panama visitammo la piantagione, altrimenti non li avrei riconosciuti).

« E… lo fate da bere ? »

« Certo », dice l’affabile ragazzo, mostrandoci un menù : 50 mila rupie l’uno ! Un caffè costa quasi come un taxi dall’aeroporto all’hotel di Kuta ! Sono tre euro e trenta centesimi circa. Per quel prezzo, a Parigi bevi un espresso bruciato col retrogusto di Marlboro.

« Okay ». Ci sediamo, e lui si mette a preparare il caffè davanti a noi. Ha quel sorriso che sembra dire « Non ci credo che sono così coglioni! », ma forse è solo gentilezza indonesiana. Per fortuna comunque i chicchi che usa sono già puliti, tostati e pronti alla macinazione, e non vengono direttamente dall’escremento che abbiamo visto poco prima. Per ingannare l’attesa, ci dà un opuscoletto che spiega il processo di raccolta e lavorazione di questo preziosissimo caffè.

« Hai visto ! dice che il nome corretto del luwak è in realtà paradoxurus hermaphroditus ! »

« Un ermafrodito ? »

« Sembra paradosso ermafrodito ! affascinante, no ? »

« Te lo dico io qual è il paradosso… che stiamo mangiando merda e la paghiamo a peso d’oro… letteralmente e consapevolmente ».

« Beh, solo tecnicamente possiamo definirla merda ».

« E noi, tecnicamente, siamo dei coglioni ».

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