SECONDO ATTO

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Personaggi:

Omer, bancario paffuto.

Ibrahim, bancario obeso.

La Signora del Tè, bancaria silenziosa.

Il Ragazzo, bancario timido.

Merve, la mia traduttrice, una giovane turca tra i venti e i trent’anni.

Un signore turco con la moglie, entrambi sulla mezza età.

Scena: interno di una banca; Omer, seduto alla sua scrivania, discute con una coppia turca di mezza età. Entriamo io e Merve.

Omer: “Welcome! Welcome! Come here, come here!” (indica le tre sedie di fronte alla sua scrivania, due delle quali sono occupate dalla coppia con cui sta discutendo).

Io: “No, no, aspetto qui, finite con calma”

O: “No, no! Come here! YOU MUST COME!”

E così dicendo, fa segno al cliente, il signore turco di mezza età, di prendere una quarta sedia; il cliente, non si sa bene perché, obbedisce. Io e Merve andiamo a sederci praticamente insieme alla famiglia, gomito a gomito; Omer e la coppia riprendono a parlare animatamente.

Io (sottovoce a Merve): “Stanno parlando di cose personali, vero?”

Merve: “Sì. Sto imparando tutto della situazione economica di questa coppia e dei loro problemi di liquidità”.

Io ostento di guardare altrove, di non ascoltare, come se non bastasse il fatto che parlino turco ad assicurare che non capisca una parola.

Merve (sottovoce a me): “Ora non parlano più di soldi; O*** le sta domandando dettagli sui suoi problemi di salute.”

Allungo e storco il collo per rendere del tutto inequivocabile il fatto che stia pensando ad altro, guardando altrove. Finalmente la coppia finisce: si alzano entrambi e mi stringono la mano prima di allontanarsi.

Omer: “Sorry, sorry. I AM VERY SORRY!”

Io: “Niente, niente.”

O: “Sei mai stato al ristorante Imam Cadas?”

Io: “Uh? no…”

O: “No? No? O sì?”

Io: “Eh, no, appunto, come dicevo… no.”

O: “YOU MUST GO! You MUST go to this restaurant!”

Io: “Okay, I’ll try to make sure I go…”

O: “NO, NO, YOU MUST GO!!”

Io: “Okay, okay, lo prometto.”

Una signora silenziosa si avvicina con un vassoio, raccoglie una tazza di tè vuota dal tavolo.

O: “Volete del tè?”

Io e Merve, insieme: “No, no, grazie”

O: “E’ il mio dovere! Signora, due tè per i nostri ospiti!”

Io e Merve, insieme: “Ahh…. vabbè.”

O: “Ehi, Ibrahim…”

Ibrahim: “Merda, merda! Che c’è? Vaffanculo!” (in turco)

Un ragazzo osserva il tutto in silenzio, cercando di rendersi il meno visibile possibile.

Io: “Vorrei fare un bonifico a favore di questa ditta…”

O: “Perché? Perché dovete pagare?”

Io: “Eh?”

O: “Che cosa dovete pagare?”

Io: “Ehm… mah…”

La Signora del Tè arriva con un vassoio su cui porta tre tazzine colme di tè. Le serve a me, Merve e Omar. Sparisce lentamente, non dice una parola.

O: “Ibrahim, lo sai che il nostro caro Francesco lavora gratis per far finire la guerra?” Poi, rivolto a me: “YOU ARE WONDERFUL!”

Mi va il tè di traverso; tossico.

O: “Ibrahim, hai capito?”

I: “Vaffanculo!” (in turco)

Fine Secondo Atto

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