CANDID CAMERA

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Ci sono delle robe strane che succedono qui in questo posto. Intendo dire, strane. Non incredibili, o pazzesche, non cose che ti fanno pensare oltre ogni ragionevole dubbio che sono fatte apposta… no, peggio: un po’ sospette, a insinuare il dubbio che ti stiano saltando le valvole ma senza poterne essere sicuro.

Prendiamo il primo esempio. Quando prendo l’autobus, e lo faccio quasi tutti i giorni, ogni tanto il mezzo si ferma, il conducente apre le porte, un tizio che stava fermo sul marciapiede, totalmente indifferente fino a quel momento, si precipita alla porta del bus e grida qualcosa (ovviamente in turco). Ma non una cosa breve, ma frasi lunghe, piene di parole dette velocissimo, a mitraglietta, tipo “ta-ta-ta-ta-ta-ta/ra-ta-ta-ta!!!!”; dura una decina di secondi e poi il conducente senza dire una parole chiude le porte e riparte.

Ora, se capita una volta, non è niente di che; ma questo capita spesso. Voglio dire, spesso. Ogni volta con gente diversa. E i conducenti non fanno una piega, sembrano anzi aspettarselo, considerarlo normale. Cosa diranno queste persone? Sono frasi in codice? E’ una massoneria dei conducenti di bus? E’ una trappola? Dovrei fuggire? Perché gli autisti non ottengono risposte? Come fanno a sapere quando fermarsi? A indovinare chi, fra i passanti, avrà voglia di gridare queste frasi lunghissime che restano senza risposta?

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Prendiamo il secondo caso: sono già diverse volte che mi capita di vedere coppie di sposi che si fanno il servizio fotografico in posti brutti; ma brutti. Non tipo “la piazza della chiesa, solo che la chiesa è brutta”. No, tipo in un parcheggio con le crepe nell’asfalto, un binario abbandonato della ferrovia con le erbacce dappertutto, una macelleria con le carcasse dei vitelli che grondano sangue per terra. Sembrano felici gli sposi, sorridono: proprio  come in un servizio sul lago di Como. Solo che sono di fronte ai cassonetti dell’immondizia o a una fermata del tram.

Se fosse capitato una volta, direi: vabbè, un caso assurdo, una spiegazione ci sarà… magari una scommessa. Ma questa scena mi è capitata più volte. Quante coppie di sposi mentecatti ci sono in questa città?

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Ma il terzo è il caso più inspiegabile, un vero mistero. Vado alla piscina non tanto spesso, una volta alla settimana o due, ma abbastanza da avere chiaramente appurato questa surreale situazione: in una piscina di quelle formato olimpionico, con corsie e tutto, mediamente affollata, non sembra esserci uno che sa nuotare.

Ora io non mi credo mica Michael Phelps: nuoto come tutti; ma me ne accorgo eccome, quando uno nuota così male. E qui siamo ben oltre il nuotare male, non parliamo di stile. Voglio essere chiaro: ho visto gente fare il cagnolino. Omaccioni panciuti e pelosissimi sulla schiena che fanno il cagnolino.

Mi scappava così tanto da ridere che per non farmi vedere ho cacciato la testa sott’acqua; avete presente ridere con la faccia dentro l’acqua clorata?

Oggi ne ho visto uno fare stile libero con la testa sempre fuori dall’acqua, bene alta, scuotendola a destra e a sinistra furiosamente mentre dava delle bracciate che erano come sbattere bistecche sul cemento.

Ripeto, non ne faccio una questione di stile; ma ho visto omoni (l’altra cosa strana è la stazza: sono tutti lottatori di sumo) coperti di vello tuffarsi come capitani coraggiosi nei 2 metri e 40 d’acqua e immediatamente dopo iniziare ad annaspare. Mi aspettavo di veder volare salvagenti ma invece è tutto normale. Fucking cagnolino.

Ora: se questa città è un Truman Show, ditemelo subito. No, è importante perché venerdì devo tornare a casetta mia e non vorrei essere bloccato qui, come Truman appunto. Ho paura che la strada per l’aeroporto sia bloccata, che ci siano picchetti e manifestazioni sulla pista di decollo, che il taxi fori tutte e quattro le gomme. Comincio a innervosirmi, seriamente.

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