OI DIALOGOI

Haiti, brani di conversazione spicciola. Il buono, il brutto e il cattivo.

1. Mangiando una frittata con le patate, a pranzo sotto il portico di fronte ai banani.

“L’Organizzazione mondiale della Sanità ci chiede di finanziare la riparazione delle loro ambulanze.”

“Ma gli hai spiegato che noi siamo quelli che chiedono i finanziamenti per curare la gente, non siamo noi a finanziare gli altri perché lo facciano al posto nostro?”

“Non sono ambulanze per la gente da curare… sono quelle per portare i corpi dei deceduti che le famiglie non vogliono…”

“Dove?”

“In un posto, li seppelliscono tutti là.”

“Ma tipo fossa comune?”

“Solo che gli abitanti della zona hanno paura della contaminazione del colera e quando arrivano le ambulanze, le accolgono con le pietre… eppure i corpi sono tutti trattati chimicamente e chiusi nelle buste sigillate.”

“Stasera proviamo l’aperitivo del Coconut Villa allora?”

2. In auto, il mio autista.

“Ci sono persone in città che guidano senza sapere cosa dicono i segnali perché non sanno leggere il francese, persone che hanno comprato la patente prima ancora di avere mai preso in mano un volante, sai.”

3. Uscendo dai tendoni dove si curano i malati di colera, tra colleghi.

“Beh, dai… pensavo gemiti strazianti e merda dappertutto, invece…”

“… vero, io non sentivo nemmeno la puzza.”

4. In auto, un altro autista (storico e filosofo a tempo perso).

(a) “Siete stati alla spiaggia? Quale, quella pubblica? Costa solo 25 gurde l’ingresso, vero? Ce n’è una poco più avanti, quella costa 600 gurde… cos’ha in più? E’ la spiaggia privata di un hotel, puoi usare il ristorante, la piscina, il servizio è immacolato… molti di noi vanno là. Sì, anche se costa come due giorni di stipendio. Non so, forse è un complesso nostro, da terzo mondo… questo bisogno di smarcarsi dalla massa appena si può, di far vedere che si può spendere, solo per il gusto di farlo…”

(b) “Devi visitare la Cittadella, è la cosa più bella che ci sia ad Haiti. E’ stata costruita dopo il 1804, subito dopo l’indipendenza, nel caso i francesi tentassero di riprendersi il paese, sai con Napoleone non si poteva stare tranquilli. E’ su nel nord… gli haitiani del nord sono i più orgogliosi, i più combattivi, hanno un carattere diverso da tutti. I presidenti più importanti della nostra storia vengono dal nord… Toussaint Louverture, quello che ha guidato la rivolta degli schiavi, e Dessalines, quello dell’indipendenza dalla Francia… sono del nord tutti e due.”

(c) “Ah, la democrazia… è da allora, dopo la caduta di Baby Doc, che la situazione ha cominciato a degenerare a livello di sicurezza qui ad Haiti… no, non che uno debba rimpiangere la dittatura, ma abbiamo voluto la democrazia senza sapere ancora come gestirla… la gente ha capito che la democrazia volesse dire che ognuno si prende quello che vuole, ognuno fa quello che gli pare.”

5. In ufficio, la responsabile contabile all’assistente contabile, scuotendo la porta del bagno:

“Esci, su! Fuori! Nixooon, fuori!!”

6. Dopo l’ispezione al nuovo, e più grosso, centro trattamento colera in allestimento, fra colleghi.

“Come siamo messi?”

“Confidiamo nel fatto che il colera sia una cazzata da trattare…”

7. In auto, un altro autista ancora.

“C’è un’aria di voglia di cambiamento, il presidente Martelly ha veramente voglia di fare qualcosa per questo paese, di cambiare le cose… è la persona giusta, ha a cuore gli interessi di Haiti.”

“Tu pensi che ce la farà?”

“No.”

8. Sul terrazzino di casa, tornati dalla piscina.

“Pronto? Un decesso? Non trovate le chiavi della camera mortuaria? Chiamate il direttore medico. Ah, e sentite la famiglia cosa vuole fare, se le interessa recuperare il corpo.”

9. In ufficio, il mio assistente contabile a me.

“Quanto tempo puoi resistere senza abbracciare tua moglie?”

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3 risposte a OI DIALOGOI

  1. Michi ha detto:

    CIAOOOO FRAAAAAA!
    un messaggio per dirti che ti leggo, ti penso e ti abbraccio forte forte.
    (e abbraccio fortissimo anche la Ba – mia Ekatebuena)

    Michi

  2. Tia ha detto:

    “eppure i corpi sono tutti trattati chimicamente e chiusi nelle buste sigillate.”
    Quindi, molto pulito, e premuroso. Buste ci permettono di inviare via queste idee, in una tomba colera.

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