SIGN “O” THE TIMES

Sono in forte ritardo sugli eventi; inseguo la vita senza speranza di raggiungerla. Del resto, è inevitabile che sia in ritardo: potrei mai essere in anticipo e raccontare in questo spazio cose che non sono ancora capitate? Come, come? Chi ha detto “Tu racconti solo cose che non sono capitate – e che non capiteranno mai”. Balle! E’ tutto vero! Garantisco io.

Ma divago. Veniamo al punto: lo scorso weekend è stato, per dirla all’inglese, eventful. Ovvero, son successe un sacco di cose. Non conosco ancora la parola francese equivalente e non voglio cedere a un volgare dizionario. Diamine, prima o poi la imparerò per strada, come tutto il resto (questa mania di imparare il francese per strada, però, ha un suo prezzo: ci metto il doppio e imparo – sia detto in tutta sincerità – il francese di Dakar).

E così venerdì sera siamo andati a vedere la nostra amica Géraldine che suonava (la fisarmonica) e cantava in una barca, sulla Senna, di fronte alla spianata della Biblioteca Nazionale François Mitterrand. Che è un posto fantastico, voglio dire la spianata. Pieno di locali e soprattutto di ragazzi che, come si usa qui a Parigi, piazzano una coperta per terra, portano cibo e vino e fanno un picnic lungo il fiume. Se fossimo a Milano un assessore beota farebbe recintare la Senna con le inferriate, ma l’idea qui a Parigi è che la città è dei cittadini e va goduta, così i parigini se la godono. E fanno i picnic dappertutto.

(la foto è scadente perché l’iPhone al buio fa quel che può).

Questa della foto è Géraldine, che però non sta suonando la fisarmonica, ma cantando una canzone come ospite d’onore durante l’esibizione del pezzo forte della serata, i Becs Bien Zen, che significa “gli uccelli molto zen”, un apparente controsenso che suona (parzialmente) meno bizzarro quando si consideri che “uccelli” qui in Francia ha solo il significato letterale del termine. Alla fine eravamo così esaltati che Géraldine era come se fosse un’amica da 20 anni e gli uccelli zen erano il nostro gruppo preferito: abbiamo comprato entrambi i cd che hanno al loro attivo e li abbiamo tallonati, uno per uno, chi beveva una birra e chi pomiciava con la fidanzata, per avere gli autografi sulla copertina.

http://www.youtube.com/watch?v=aJ7iNa4rXAA

La sera dopo invece è toccato alla Nuit Blanche. La nostra prima Notte Bianca a Parigi; avevamo grandi aspettative.

Quella che vedete è la star della nuit blanche: Purple Rain (è un “rendering”, non una vera foto). Trattasi di un’opera d’arte, se non è chiaro. In cosa consiste? Ebbene, un “artista” ha preso in prestito una piazzetta, ha fatto cadere una pioggia artificiale, acceso una serie di lampade che fanno una luce viola e… ebbene sì… ha messo “Purple Rain” di Prince sullo stereo in modalità “repeat”.

Come dite? No, non c’è altro, tutto qui. Sì, lo so che ogni fan di Prince intorno ai quindici anni ha pensato mille volte di fare la stessa cosa… ma questo “artista” l’ha fatto.

La nuit blanche di Parigi consiste in queste cose qui: una serie di artisti che in altre circostanze, immagino, sarebbero degli sfigati pazzeschi, hanno la possibilità gentilmente offerta dal Comune di “ripensare” il paesaggio urbano con forme, luci, suoni, colori ecc. Si chiamano “installazioni” e quella di “Purple Rain” era una delle più attese; per fare due passi sotto la pioggia viola ascoltando la canzone in questione c’erano, non esagero, cinquecento metri di coda che si muoveva a stento. Un’ora di attesa. Ora, considerando che “Purple Rain” posso ascoltarla all’asciutto a casa mia in decine di versioni diverse, tra bootleg e live ufficiali di Prince, ho pensato bene di lasciar perdere.

Per il resto, in cosa consiste la Nuit Blanche? C’è molto più casino nei ristoranti e per avere un tavolo, il nostro gruppetto misto italo-galles-libanese, ha aspettato le 11.

Domenica, trascorso il tempo necessario per riprenderci e ascoltata tre volte “Purple Rain” all’asciutto per togliermi lo sfizio, siamo andati a Longchamps. Come sarebbe “cos’è Longchamps?”. Ah, uffa, che pazienza ci vuole. Longchamps è il tempio dei cavalli in Francia, l’ippodromo più figo che ci sia. E domenica si correva il “Qatar Prix de l’Arc de Triomphe”.

(Incidentalmente: ma che nomi del cazzo hanno i premi ippici? Non li ho mai capiti. Questo qui equivale, per dire, a “Premio Marocco della Torre di Pisa”, se fosse in Italia. Non ha senso).

Comunque, è valsa la pena perdere 10 euro io e 10 la Babsie alle scommesse, anche solo per vedere i cappelli della gente.

Beh, no, questo era ridicolo. Ma ce n’erano di belli.

E’ stato proprio come in “Nanà”, celebre romanzo di Emile Zola, a parte il fatto che col passare dei secoli la frequentazione di Longchamps si è fatta alquanto burina e invece delle carrozze si arriva col bus navetta insieme ai turisti tedeschi. Come direbbe Prince, è il segno dei tempi. I cavalli comunque sono belli come allora.

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Una risposta a SIGN “O” THE TIMES

  1. Ilaria Serina ha detto:

    Sono davvero avantissimo a Parigi!!! Vuoi forse dire che i Francesi o, per lo meno i Parigini, hanno imparato a votare ed è per questo che si godono meritatamente la loro città?!! Beh… Ora abbiamo un nuovo sindaco e chissà che, se scoprissimo il suo piatto o panino preferito e lo invitassimo ad un pic nic, magari al Parco Nord, con una pattinata sui roller ed una partita a Muffo; non lanceremmo una “nuova moda”?!! Una rivisitazione serale dell’happy hour lungo la darsena del naviglio o del brunch domenicale, cestino alla mano e morbida coperta su di un verde tappeto. In effeti ora inizia davvero a venir freddo e le giornate s’accorciano, perciò temo dovremo aspettare per lanciar mode che prevedano consumazioni all’aria aperta e per di più seduti per terra!! Benché il cestino da pic nic, ancor più del pic nic in sè per sè, è sempre stata una delle mie fisse: ho sempre desiderato possederne uno!! Sebbene un contatto troppo ravvicinato con la natura mi faccia venir l’orticaria!! Vorrà dire che mi concederò finalmente il tanto agognato acquisto e con l’arrivo della bella stagione, l’anno prossimo, faremo assieme un pic nic parigino alla spianata della Biblioteca Nazionale François Mitterrand…. Che ne dici?!! Non ci faremo mancar nulla e per quanto concerne il resto… Beh, per quello c’è la cornice di una delle città più belle al mondo, con la compagnia di due delle persone che più prediligo nel mio personalissimo Mondo!!

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