ANCHE I BELGI HANNO UN’ANIMA

Va bene che abitiamo in un quartiere très branché, ma quando vedi decine di ragazzi seduti sulle camere d’aria che bevono lo spritz per strada, capisci che c’è qualcosa di insolito ad Abbesses. Cammina cammina, noti un sacco di bandiere giallo-rosso-nere che evocano immediatamente pensieri di salsicce, automobili e invasioni della Polonia. Ma invece no, non è la Germania: è quell’altro simpatico Paese con gli stessi colori di bandiera, la cui centralità negli equilibri mondiali, nonostante l’ospitare importanti uffici di organismi altrui, è un po’ meno affermata: il Belgio.

Leggi, ti stropicci gli occhi, rileggi; avevi letto bene: si festeggia il capodanno belga. Ora, capisco il desiderio di andare oltre le cozze e patate fritte, birre trappiste e cioccolato: tutto legittimo. Ma che il Belgio debba avere un capodanno proprio… non scherziamo. Un’altra scritta dice, testualmente: “Ce l’hanno i russi, ce l’hanno i cinesi, ora lo abbiamo anche noi: W il capodanno belga”. Evviva.

E così, fino a notte fonda, le strade e i bar di Abbesses pullulano di giovani parigini che tracannano Affligem e Leffe, probabilmente del tutto indifferenti alle ricorrenze del vicino di nord-est, di cui tra l’altro, come ogni francese che si rispetti, si fanno beffe dalla mattina alla sera. Ho idea che gli stessi belgi, almeno quelli che non abitano ad Abbesses, non abbiano idea di questa novità.

Ho le prove: la Francia è un Paese altrettanto civile del Brasile. Una cosa che mi ha strappato applausi fragorosi, in Brasile appunto, è stato osservare come la gente comprasse una squisita zuppa di gamberi al baracchino della piazza di Manaus per portarsela ai tavolini del bar, dove poi avrebbero ordinato una birra. Insomma, se vuoi bere una birra al bar ma ti va di mangiare una cosa che vendono da un’altra parte, lo puoi fare senza problemi. Standing ovation.

Ebbene, ieri mattina colazione al Petit Montmartre, il barettino fighetto della Place des Abbesses, che in effetti è un locale a trazione pomeridiana. Quando ho chiesto un pain au chocolat, il cameriere mi ha detto: “Mi spiace, non ne abbiamo, ma lo può prendere alla boulangerie qui a fianco e consumarlo ai nostri tavolini senza problemi”.

Altra standing ovation.

 

 

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2 risposte a ANCHE I BELGI HANNO UN’ANIMA

  1. Ilaria Serina ha detto:

    IN effetti io sarei rimasta letteralmente a bocca aperta ed avrei fatto un mezzo inchino al cameriere, dileguandomi il tempo necessario per ripresentarmi con il mio pain au chocolat ed accettare il suo invito, accomodandomi ai loro tavolini. Dopo aver ricevuto un suggerimento del genere, seguirlo è il minimo che si possa fare!! Direi che sono avanti anni luce!! Domani mattina faccio colazione con Serena: non so se avrò il coraggio di comprare un cornetto dal fornaio e consumarlo al bancone ordinando un cappuccio al bar di fianco. Temo che qui ad Affori non siano così aperti.

  2. alidimepu ha detto:

    Ah, stai pur certa che l’abbiamo fatto! Sono andato alla boulangerie a prendere pain au chocolat e croissant aux amandes e ci siamo seduti, consumandoli al tavolino con i tre cappuccini che ci hanno portato!

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