Unbelieavable

Questo è un clamoroso off-topic, ma per me ne vale la pena.

Si tratta di hockey su ghiaccio e di cultura americana, ma al tempo stesso si tratta di molto di più. E’ come se fosse un racconto noir di uno scrittore ambientato nel mondo dell’hockey, solo che è completamente vero. Non è un thriller ma è come se lo fosse, io l’ho letto tutto d’un fiato senza riuscire a staccarmi dalle righe e appena ho finito di leggere ho pensato: “Unbelievable” (è scritto in inglese e si vede che sono entrato nello spirito).

La premessa è che l’hockey su ghiaccio, in particolare nel modo in cui viene giocato in Nord America, è uno sport molto violento. Al punto che le risse (occhio: non gli scontri di gioco, per quanto duri, sporchi o cattivi, ma le vere e proprie scazzottate ad azione ferma, senz’altro scopo che fare più male possibile a un avversario), sono parte del gioco. Ci sono dei giocatori specializzati in questo ruolo: sono i goons, cioè “picchiatori”, “gorilla”. Anche chiamati, con singolare eufemismo, enforcers, che suona come “tutori dell’ordine”, coloro che fanno rispettare le regole e amministrano le punizioni. Il loro ruolo è scegliere un goon della squadra avversaria e quando il momento lo richiede, gettare il bastone, togliersi i guanti e pestarlo senza pietà. Sempre che non sia lui a farlo per primo. Il momento, il modo e l’intensità con cui entrano in azione i goon è codificato nelle regole non scritte di questo sport.

Da maggio a oggi ne sono morti tre, di goon, per le conseguenze delle ferite riportate. Un numero di vittime assurdo per uno sport che in teoria non è di combattimento come la boxe, e impensabile anche in sport violenti come il rugby e il football americano.

In seguito a queste disgrazie (ma si possono chiamare disgrazie quando sono praticamente cercate con la lanterna?), il giornale americano Sports Illustrated ha chiesto a un ex goon, oggi non più in attività, di raccontare quel mondo: la rabbia, la violenza, l’enorme paura, la difficoltà di convivere con se stessi, l’embolo che ti parte a un certo punto e non si ferma finché non vedi sangue sul ghiaccio. E QUI c’è il suo racconto. Unbelievable.

 

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